Poker online gratis: il fenomeno Facebook

 

Facebook contro le poker room?

Dici Internet, ormai, e dici Facebook. Il social network ideato da Mark Zuckerberg è tra i siti più frequentati al mondo ed è utilizzato da svariati milioni di persone. Come ben sappiamo, Facebook è anche un aggregatore di contenuti e di applicazioni che puntano molto sull’interazione tra gli utenti. Tra queste applicazioni ci sono moltissimi giochi di poker, particolarmente apprezzati tra gli appassionati. Ma questo modo di fruire del poker online gratis può in qualche modo influenzare il mercato delle poker room italiane?

Differenze tra Facebook e poker room

La risposta è piuttosto articolata. I giochi di poker su Facebook sono molto diversi da quelli delle poker room. In primo luogo dal punto di vista grafico e tecnico: su Facebook si prediligono aspetti in qualche modo ‘arcade’, che oltre alle classiche regole del poker spesso aggiungono obiettivi, sfide e quant’altro. Nelle poker room, ovviamente, tutto questo non succede (se non in caso di promozioni o bonus particolari).

La differenza più importante, però, è che su Facebook si gioca a poker online gratis e basta. Nelle poker room, invece, la modalità cosiddetta ‘for fun’ viene poco praticata, perché un appassionato che si iscrive a questo genere di giochi poker lo fa perché vuole mettersi alla prova giocando a soldi veri, e avendo quindi la possibilità di vincerli.

Influenza sul mercato

Dire che i giochi di poker su Facebook influenzino negativamente il mercato delle poker room è dunque forse un po’ forzato, almeno per il momento. Il giocatore ricreativo è quello a cui interessa solo passare un po’ di tempo senza concentrarsi troppo, e su Facebook può farlo tranquillamente. Questo genere di giocatore, che ama il poker online gratis, difficilmente è il target ideale per una sala di poker virtuale.

In conclusione, possiamo dire che per il momento il ‘mercato’ dei giocatori di Facebook e quello (vero) dei frequentatori delle poker room sta viaggiando in maniera piuttosto parallela, almeno in Italia. Ma non è escluso che sviluppi ulteriori futuri possano cambiare le carte in tavola. Nel vero senso della parola!

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